Recentemente, il settore degli pneumatici ha subito cambiamenti improvvisi.
Dopo che all’inizio dell’anno si è affievolito l’ottimismo di “piena produzione e sovrapproduzione”, nel settore si sta diffondendo un segnale completamente diverso: di fronte alla duplice pressione dei costi alle stelle e della domanda in eccesso, alcuni produttori di pneumatici stanno valutando di prendere l’iniziativa di ridurre la produzione in aprile.
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Secondo indagini sul campo di molte aziende di pneumatici nello Shandong da parte di agenzie competenti, l’industria ha raggiunto un consenso sul fatto che le vendite elevate di marzo probabilmente supereranno la domanda di aprile. Nel contesto della continua recessione dei terminal, la riduzione della produzione può diventare una scelta impotente per le aziende di “auto-salvataggio”.
La “differenza a forbice” tra costo e domanda
Dietro questa decisione c’è la netta deviazione tra la linea di costo e la linea di vendita.
Da un lato, i prezzi delle materie prime sono aumentati in modo allarmante.
Alla fine di marzo, il prezzo contrattuale principale dei futures sulla gomma sintetica ha superato i 18.000 yuan/tonnellata, con un aumento cumulativo di oltre il 60% durante l’anno, superando storicamente la gomma naturale.
Anche il costo dei materiali ausiliari come il nerofumo rimane elevato.
D’altra parte, la pressione sui costi è difficile da trasmettere a valle.
Sebbene le aziende produttrici di pneumatici abbiano generalmente emesso avvisi di aumento dei prezzi compresi tra il 3% e il 5%, in un contesto di mercato fortemente competitivo, la trasmissione degli aumenti di prezzo è estremamente scarsa.
A marzo i marchi internazionali hanno addirittura lanciato promozioni di riduzione dei prezzi, facendo sì che le lettere di aumento dei prezzi provenienti dalle piccole e medie imprese nazionali diventassero “lettere vuote”.
I dati della ricerca mostrano che i valori di profitto teorici degli pneumatici semi-acciaio e degli pneumatici interamente in acciaio sono scivolati nell’intervallo negativo e i margini di profitto aziendali sono stati estremamente compressi.
Scoperto di marzo e aprile con preoccupazioni nascoste
La prosperità del mercato dei pneumatici a marzo nasconde in realtà preoccupazioni nascoste.
Colpiti dalle aspettative di aumento dei prezzi del petrolio greggio, i rivenditori a valle hanno effettuato un intenso accumulo di scorte dall’inizio alla metà di marzo, facendo scendere le scorte di prodotti finiti in fabbrica a un minimo di 20-25 giorni.

Tuttavia, questo “jump start” ha sovraccaricato la domanda successiva.
Molti leader aziendali prevedono che il rallentamento delle spedizioni ad aprile sia una conclusione scontata.
Il presidente di Zhongce Rubber una volta ha avvertito che la crescita delle esportazioni nei primi due mesi di quest’anno è stata un evento “accidentale” e che si prevede che l’industria dovrà affrontare pressioni al ribasso dopo giugno.
La ricerca attuale mostra che questa pressione potrebbe manifestarsi presto.
Con gli aumenti dei prezzi difficili da ottenere e gli aggiustamenti delle ricette limitati, il controllo dei tassi operativi è diventato il mezzo più diretto per le aziende per fermare le perdite e gestire il flusso di cassa.
I principali istituti di ricerca sugli investimenti hanno chiaramente sottolineato che la maggior parte delle aziende ha piani di riduzione della produzione e che esiste un’alta probabilità di ridurre i tassi operativi.
Attenzione al ripetersi di guerre dei prezzi “catastrofiche”
Ciò che è più preoccupante dei tagli alla produzione è il rischio di guerre dei prezzi.
Guardando indietro da aprile a giugno dello scorso anno, sotto il doppio colpo di domanda fiacca e sovraccapacità, l’industria ha vissuto una feroce situazione di riduzione dei prezzi di “profitto zero” o addirittura di “canali fuori controllo”, che ha seriamente eroso il valore del marchio e i profitti del canale.
L’attuale contesto di mercato è abbastanza simile a quello dell’anno scorso: le aspettative della domanda sono deboli, le scorte dei canali devono essere digerite e le aziende si trovano ad affrontare un’enorme pressione finanziaria.
Se la domanda dovesse crollare come previsto ad aprile, alcune aziende adotteranno nuovamente la bandiera dello “scambio di prezzo con volume” per proteggere il flusso di cassa e la quota di mercato?
Questo è un rischio di cui l’intero settore deve stare attento.
Differenziazione delle esportazioni, i mercati emergenti diventano punti luminosi
Dal lato delle esportazioni, il settore mostra una chiara tendenza alla differenziazione.
Colpito dai conflitti geopolitici in Medio Oriente, alcuni ordini sono stati ritardati e le barriere commerciali sono aumentate, mettendo sotto pressione il tasso di crescita delle esportazioni di pneumatici interamente in acciaio.
Tuttavia, in termini di performance regionale, il mercato africano è diventato il principale punto di forza, con una crescita su base annua di oltre il 42% da gennaio a febbraio. Anche i mercati emergenti come il Sud-Est asiatico hanno mantenuto la crescita.
Al contrario, mercati maturi come Europa, Stati Uniti e Medio Oriente hanno registrato performance deboli, e la resistenza complessiva alle esportazioni è rimasta relativamente ampia.
Per riassumere, con l’intensificarsi del gioco tra gli alti costi delle materie prime e la debole domanda terminale, l’industria degli pneumatici si trova a un nuovo bivio.
Ad aprile, la decisione se “tagliare la produzione e proteggere i prezzi” o cadere in una nuova fase di “mischia dei prezzi” diventerà la chiave per determinare la direzione del settore nella seconda metà dell’anno.