All’inizio del 2026, il settore dei materiali da costruzione e del miglioramento della casa era in fermento per un documento. In precedenza, l’acquisto di materiali da costruzione comportava l’analisi del marchio e il confronto dei prezzi; ora, la prima domanda potrebbe essere: “Qual è la classificazione (A) di questo prodotto?”. La nuova norma, “Regole generali per la selezione di buoni materiali”, entrerà ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2026. Non è solo uno standard di settore, ma anche un “distributore di ricchezza” per i prossimi tre-cinque anni.

Quanto sono severe le nuove norme? Prima, “ecologico” e “verde” erano per lo più espedienti di marketing; Ora è diverso.
Le “Regole Generali per la Selezione di Buoni Prodotti” nazionali prevedono quattro rigorosi indicatori, tutti misurabili e verificabili. Per quanto riguarda gli indicatori di salute, il tasso di rimozione della formaldeide del rivestimento deve essere ≥80% e il tasso antibatterico ≥99%. I materiali che non soddisfano questi standard non si qualificano come “materiali da costruzione sani”. Per quanto riguarda gli indicatori di sicurezza, i componenti edilizi devono avere una resistenza agli agenti atmosferici ≥20 anni e una classe di resistenza al fuoco di almeno B1. Dopo alcuni anni, i prodotti invecchiati e scrostati scompariranno dal mercato. Gli indicatori di sostenibilità richiedono un rapporto sull’impronta di carbonio, che richiede una riduzione del 15% delle emissioni di carbonio del calcestruzzo. La partecipazione a gare d’appalto senza un rapporto potrebbe non essere ammissibile. Sono stati implementati sistemi di certificazione ai livelli 3A, 4A e 5A per la qualità premium. La classificazione 3A è il requisito di base, la 4A consente l’accesso a progetti governativi e la 5A è esclusiva dei progetti dimostrativi di “buone abitazioni”. La classificazione influisce direttamente sul volume degli ordini e sul margine di profitto. La ristrutturazione del settore è già iniziata. Non si tratta solo di innalzare gli standard, ma anche di ristrutturare le risorse del settore. Le piccole fabbriche che si affidano alla concorrenza a basso costo e sono prive di risorse tecnologiche probabilmente incontreranno difficoltà quest’anno. Gli standard saranno applicati, i prodotti non saranno spediti e dovranno essere dismessi o acquisiti. Nel frattempo, le aziende che hanno già ottenuto la certificazione per materiali edili sostenibili accederanno direttamente alla “Good Materials Guide”, dove si prevede che gli ordini cresceranno di oltre il 30%, consentendo alla prima ondata di beneficiarne. Le aziende tradizionali che passeranno rapidamente alla certificazione 4A o superiore potranno accedere ai progetti governativi e ai mercati dell’arredamento di fascia alta, raddoppiando potenzialmente i loro margini di profitto. Molti imprenditori hanno già iniziato a tenere riunioni a tarda notte per capire come ottenere classificazioni più elevate. Ci sono opportunità per diverse parti interessate. I produttori devono ispezionare immediatamente i loro prodotti per determinare quali classificazioni possono ottenere; per sopravvivere, la 3A è sufficiente, la 4A è quella che genera profitti e la 5A rappresenterà il livello più alto di prestigio del marchio. I distributori e le aziende di ristrutturazione devono cambiare la loro logica di selezione dei prodotti; in futuro, i consumatori chiederanno attivamente informazioni sulle valutazioni, rendendo sempre più difficile vendere prodotti di bassa qualità. Connettersi con le catene di fornitura di livello 4A e 5A il prima possibile è fondamentale per un business a lungo termine. La buona notizia per i proprietari di casa è che i materiali da costruzione del futuro saranno più sani e durevoli, ma dovrebbero anche essere consapevoli che l’aumento del costo dei materiali di alta qualità può riflettersi su alcuni prezzi di mercato. Nel lungo periodo, tre capacità determineranno la sopravvivenza di un’azienda. La certificazione ecologica cesserà di essere un elemento di differenziazione e diventerà un requisito obbligatorio. La gestione dell’impronta di carbonio garantisce la tracciabilità delle emissioni di carbonio dalle materie prime ai prodotti finiti, il che avrà un potenziale impatto sulle esportazioni e sul credito futuri. La completa tracciabilità della catena di fornitura consente ai clienti di scansionare i codici per visualizzare la provenienza del prodotto e i report dei test; la trasparenza è la migliore pubblicità. Queste riforme danneggeranno alcune aziende nel breve termine, ma favoriranno la modernizzazione complessiva del settore nel lungo termine. In futuro, i prezzi bassi da soli non saranno sufficienti nel settore dei materiali da costruzione; Saranno necessarie competenze concrete. Le aziende focalizzate sulla tecnologia e sulla reale tutela dell’ambiente trarranno tutti i benefici da questa politica.