Il 9 gennaio 2026, il Ministero delle Finanze e l’Amministrazione Statale delle Imposte hanno emesso la Comunicazione n. 2, introducendo modifiche significative alla politica di rimborso dei dazi all’esportazione per prodotti fotovoltaici e batterie. A partire dal 1° aprile, il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) sulle esportazioni di prodotti fotovoltaici sarà completamente eliminato; a partire dal 1° gennaio 2027, il rimborso dell’IVA sulle esportazioni di batterie sarà completamente eliminato, con la data di esportazione indicata nella dichiarazione doganale come fattore determinante, e la politica sui dazi al consumo rimarrà invariata. L’elenco include 249 articoli nella categoria dei prodotti fotovoltaici e 22 articoli nella categoria delle batterie. Questa modifica alla politica ha un calendario di attuazione chiaramente definito. Gli incentivi fiscali sulle esportazioni di prodotti fotovoltaici saranno ridotti a zero a partire dal 1° aprile di quest’anno, mentre gli incentivi fiscali sulle esportazioni di batterie saranno ridotti dal 9% al 6% quest’anno, per poi essere completamente eliminati a partire dal 1° gennaio 2027. L’obiettivo principale è chiaro: smettere di utilizzare le agevolazioni fiscali per alimentare le guerre dei prezzi e incoraggiare le industrie manifatturiere a competere sulla base di tecnologia, qualità e marchio. L’industria fotovoltaica cinese rappresenta l’80-90% del mercato globale, mentre l’industria delle batterie ne rappresenta il 60-80%. Questi settori non necessitano più di “sostegno ai deboli”, ma puntano all'”autosufficienza dei forti”. In passato, le aziende facevano affidamento su agevolazioni fiscali per abbassare i prezzi, esponendosi alle tensioni commerciali con altri paesi sotto la copertura del “dumping sovvenzionato”. Sebbene le aziende ricevessero sussidi sotto forma di agevolazioni fiscali, i dazi aggiuntivi imposti dai paesi importatori impedivano di fatto alle aziende di risparmiare denaro e aggravavano le tensioni commerciali. L’eliminazione o la riduzione delle agevolazioni fiscali aiuterà i prezzi a tornare a livelli razionali, a ridurre le tensioni commerciali e ad allentare la pressione fiscale. Anche la China Photovoltaic Industry Association ha espresso chiaramente questo punto di vista. I prezzi all’esportazione non saranno più ridotti dalle agevolazioni fiscali e, di conseguenza, il rischio di misure anti-sovvenzioni estere sarà ridotto. Le trattative per gli ordini torneranno quindi a basarsi sulla concorrenza basata sulla qualità dei prodotti e dei servizi. Il consulente specializzato Liu Jinbiao considera questa una politica anti-regressiva, sottolineando che il settore è passato dalla concorrenza basata sui prezzi bassi a quella basata sulla tecnologia. Nell’ultimo anno, l’equilibrio tra domanda e offerta nel settore è migliorato e i prezzi si sono ripresi, segnalando la graduale fine dell’era in cui si faceva affidamento sui prezzi bassi per raggiungere dimensioni di mercato. Tuttavia, come avverte Ge Youyu, professore associato presso l’Istituto Nazionale di Contabilità di Shanghai, le aziende potrebbero incontrare difficoltà a breve termine. Un fenomeno di “corsa all’esportazione” potrebbe emergere nel primo trimestre di quest’anno, con le aziende che si affretteranno a spedire le merci prima del 1° aprile. Tuttavia, queste informazioni sono in gran parte speculazioni di mercato, senza alcuna conferma ufficiale della portata. Nell’attuale contesto favorevole, la corsa all’esportazione è solo una strategia a breve termine. Una volta stabilizzata la situazione, le aziende devono considerare i benefici a lungo termine, smantellare gli impianti di produzione obsoleti e investire in processi più efficienti. L’intento politico è chiaro: invece di investire in categorie di prodotti forti, dove esiste già un potere di determinazione dei prezzi, i fondi dovrebbero essere reindirizzati verso la ricerca e sviluppo, le tecnologie critiche e le aree legate al benessere pubblico. Per quanto riguarda le strategie di risposta, vengono proposte misure per proteggere le risorse e i diritti di proprietà intellettuale, nonché contromisure contro gli aumenti fiscali ingiustificati. Lo spazio di bilancio liberato dovrebbe essere prioritario in settori come la fertilità, i consumi, la ricerca e sviluppo, le forze armate e lo sviluppo delle risorse estere. Rafforzare le capacità sistemiche è più importante di una riduzione costante dei prezzi in un’unica fase. A livello aziendale, le aziende leader dovrebbero accelerare l’implementazione della capacità produttiva all’estero e la localizzazione dei servizi per diversificare i rischi di mercato e rafforzare l’influenza del marchio. Le piccole e medie imprese dovrebbero tenere conto del rafforzamento dello yuan e valutare in modo completo l’impatto dei tassi di cambio, delle imposte, della logistica e di altri fattori sui profitti. Nel frattempo, il progetto speciale “Intelligenza Artificiale + Produzione” lanciato da otto dipartimenti rappresenta un’importante opportunità per le aziende di migliorare l’efficienza e raggiungere una produzione ad alto valore aggiunto. Le industrie tradizionali che non sono in grado di migliorare l’efficienza produttiva possono anche migliorare la propria competitività incrementando il valore aggiunto culturale dei loro prodotti, concentrandosi su sicurezza, durata, estetica e servizio, in modo che i clienti siano disposti a pagare prezzi più alti. Nel contesto del commercio estero, questo adeguamento delle politiche non rappresenta un inasprimento delle esportazioni, ma piuttosto un passaggio da una concorrenza basata sui sussidi a una concorrenza basata su regole e opportunità. L’eliminazione delle esenzioni fiscali riduce la vulnerabilità della Cina agli attacchi di altri paesi, riduce il livello delle controversie commerciali e rifocalizza l’attenzione sulla qualità dei prodotti, sui tempi di consegna e sull’innovazione. Il precedente adeguamento delle detrazioni fiscali all’esportazione dal 13% al 9% aveva già segnalato questa tendenza, e questa politica una tantum la prosegue. Nel complesso, questo adeguamento avvantaggia il mercato, indirizza le risorse di bilancio verso lo sviluppo a lungo termine e sfrutta la tecnologia e l’organizzazione per migliorare la competitività. Mentre alcune aziende potrebbero risentirne nel breve termine, nel lungo termine il settore sarà più sano, le aziende saranno meglio informate e le finanze pubbliche saranno più stabili. Un Paese con una forte industria manifatturiera dovrebbe fare affidamento sulle detrazioni fiscali non solo per scopi formali, ma anche per la loro reale potenzialità di raggiungere risultati significativi; questa è la strada giusta per lo sviluppo del settore.
Adeguamento degli incentivi fiscali all’esportazione per prodotti fotovoltaici e batterie: una nuova strada verso la forza industriale della Cina.
Nel 2026, il Ministero delle Finanze e l'Amministrazione Fiscale Statale hanno annunciato l'abolizione totale degli sgravi fiscali all'esportazione per i prodotti fotovoltaici a partire dal 1° aprile e per i prodotti a batteria a partire dal 1° gennaio 2027. Tale provvedimento mira a orientare il settore da una competizione basata sul prezzo a una basata su tecnologia, qualità e marchio, promuovendo al contempo lo sviluppo di prodotti di fascia alta.