Dal 14 al 17 gennaio 2026, il Primo Ministro canadese Mark Carney visiterà la Cina. Questa visita segna la prima volta che un Primo Ministro canadese visita la Cina da dicembre 2017 e ha suscitato un notevole interesse internazionale. Nell’ottobre 2025, i leader cinese e canadese si sono incontrati per la prima volta in otto anni al vertice APEC in Corea del Sud. Successivamente, i due Paesi hanno annunciato il ripristino della Commissione congiunta per la cooperazione economica e commerciale, un aumento dei voli diretti e la ripresa dei viaggi di gruppo, aprendo la strada a questa visita storica. Gli esperti cinesi ritengono che, nel contesto della crisi commerciale globale, la politica estera del governo Carney stia diventando più pragmatica e che il riavvicinamento tra Cina e Canada offra preziosi insegnamenti per la risoluzione delle controversie tra i due Paesi. Questa cooperazione economica e commerciale si basa sulla volontà strategica del Canada di ridurre la sua eccessiva dipendenza dagli Stati Uniti. Nell’ottobre 2025, Mark Carney ha pubblicamente chiesto una rapida e radicale trasformazione della strategia economica del Canada, volta a ridurre la sua dipendenza dagli Stati Uniti in materia economica e di sicurezza, e si è impegnato a raddoppiare le esportazioni verso i mercati non statunitensi nel prossimo decennio, con un rinnovato impegno nei confronti di Cina, India e altri paesi come obiettivo chiave. Una solida base economica e commerciale è essenziale per la ripresa della cooperazione bilaterale. La Cina è da tempo il secondo partner commerciale del Canada. Nel 2024, il commercio bilaterale totale di merci ha raggiunto 118,7 miliardi di dollari, inclusi 29,9 miliardi di dollari di esportazioni canadesi verso la Cina e 88,8 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina. Il 16 gennaio, i leader di Cina e Canada hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. Entrambe le parti hanno ribadito l’importanza di fornire un ambiente imprenditoriale equo e aperto per le aziende di entrambi i paesi e si sono impegnate a promuovere la risoluzione delle rispettive preoccupazioni economiche e commerciali attraverso consultazioni costruttive, incluso il rafforzamento del Comitato misto economico e commerciale Cina-Canada. Nel settore energetico, entrambe le parti hanno concordato di avviare un dialogo energetico a livello ministeriale per identificare le aree chiave e sostenere gli investimenti e gli scambi bilaterali di energia pulita e convenzionale. Nel settore finanziario, entrambe le parti hanno accolto con favore l’istituzione del Gruppo di lavoro finanziario Cina-Canada, volto a rafforzare gli scambi finanziari. Inoltre, Cina e Canada rinnoveranno il loro accordo bilaterale di scambio valutario, del valore di 200 miliardi di yuan. Questo accordo quinquennale è rinnovabile di comune accordo. Inoltre, per quanto riguarda gli scambi interpersonali, entrambe le parti hanno concordato di rafforzarli per migliorare la comprensione e la cooperazione reciproche e hanno deciso di rilanciare il Comitato culturale congiunto Cina-Canada. Questo comitato avrà il compito di rafforzare gli scambi e la cooperazione nei settori della cultura, dell’istruzione, delle arti, del patrimonio culturale e delle industrie creative, nonché di migliorare gli scambi tra gli organi legislativi e le amministrazioni locali di entrambi i Paesi. Vale la pena notare che il Sig. Carney ha dichiarato che il Canada importerà 49.000 veicoli elettrici cinesi a una tariffa preferenziale del 6,1%, il che rappresenta un ritorno ai livelli di tensione pre-commerciale. Per quanto riguarda le relazioni tra Cina e UE, il Ministero del Commercio cinese ha rilasciato una dichiarazione il 12 gennaio, in cui si afferma che le consultazioni tra Cina e UE sulla questione dei dazi anti-sovvenzioni sui veicoli elettrici cinesi hanno compiuto progressi significativi. Le aziende cinesi di veicoli elettrici idonee possono utilizzare gli impegni sui prezzi come alternativa ai dazi anti-sovvenzioni, offrendo una soluzione più soft. Si ricorda che nell’ottobre 2024 la Commissione europea ha deciso di imporre un dazio anti-sovvenzioni definitivo quinquennale sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi, con un’aliquota massima del 35,3%, impedendo di fatto alle aziende cinesi di veicoli elettrici di accedere al mercato europeo. L’UE ha inoltre dichiarato la propria disponibilità a procedere a consultazioni sulla questione degli impegni sui prezzi, lasciando aperta la porta a una futura risoluzione. Questa settimana, l’UE ha annunciato la pubblicazione di un “Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi”, confermando così il proprio impegno a rispettare il principio di non discriminazione, l’applicazione degli stessi standard giuridici a ciascuna domanda di impegno sui prezzi in conformità con le norme dell’OMC e la conduzione di valutazioni oggettive e imparziali. Nonostante l’impatto delle precedenti misure anti-sovvenzioni, lo slancio delle importazioni di automobili cinesi nel mercato europeo rimane forte e gli elevati dazi doganali non hanno influenzato in modo significativo le vendite di veicoli elettrici cinesi in Europa. La società di ricerche di mercato Dataforce prevede che entro il 2025 le vendite di automobili cinesi nell’UE, nel Regno Unito e nei paesi EFTA supereranno le 700.000 unità, superando di gran lunga le 408.000 unità vendute nel 2024. Questa straordinaria performance non solo dimostra la competitività dell’industria cinese dei veicoli elettrici in termini di elettrificazione e tecnologie intelligenti, ma getta anche le basi per una più stretta cooperazione tra Cina e UE nella filiera industriale a valle. Inoltre, anche il commercio estero cinese è pronto per ulteriori trasformazioni. Il Ministero delle Finanze cinese ha annunciato che, a partire dal 1° aprile, il governo cinese eliminerà i rimborsi IVA all’esportazione per 249 prodotti, tra cui celle fotovoltaiche, piastrelle in ceramica ed esafluorofosfato di litio. La dichiarazione specifica inoltre che l’aliquota di rimborso IVA all’esportazione per 22 prodotti correlati alle batterie, come le batterie agli ioni di litio, sarà ridotta dal 9% al 6%. Inoltre, i rimborsi IVA sulle esportazioni di batterie saranno eliminati a partire dal 1° gennaio 2027. Questo adeguamento della politica fa seguito alle difficoltà incontrate dal settore delle esportazioni fotovoltaiche. Dal 2024, i prodotti fotovoltaici cinesi hanno dovuto affrontare una concorrenza sempre più agguerrita sui mercati esteri e i loro prezzi all’esportazione continuano a diminuire, illustrando chiaramente la tendenza di “volumi più alti, prezzi più bassi”. Durante le negoziazioni sui prezzi all’esportazione, alcune aziende hanno utilizzato direttamente i rimborsi come leva finanziaria, trasferendo agli acquirenti esteri le entrate fiscali inizialmente destinate a compensare l’IVA nazionale. Gli analisti osservano che, in questo contesto, le piccole e medie imprese (PMI), con il loro limitato controllo dei costi, le scarse capacità tecnologiche e la bassa propensione al rischio, dovranno affrontare una notevole pressione operativa a seguito di questo adeguamento. Al contrario, le aziende leader, che beneficiano di marchi forti, reti internazionali consolidate e un significativo potere contrattuale, saranno relativamente meno colpite, il che accelererà la ristrutturazione del settore. Tuttavia, data la reazione del mercato a breve termine, alcuni ritengono che l’aliquota zero di rimborso delle imposte all’esportazione per i prodotti fotovoltaici potrebbe incoraggiare i clienti stranieri a effettuare ordini in anticipo, con conseguente aumento temporaneo della domanda di esportazione. Inoltre, questo adeguamento incoraggerà anche le aziende fotovoltaiche ad accelerare la loro espansione e trasformazione internazionale. Negli ultimi anni, paesi in Europa e negli Stati Uniti hanno promosso strategie di produzione locale. L’attuazione di politiche come l’Inflation Reduction Act negli Stati Uniti e la legge sulla neutralità carbonica dell’Unione Europea ha incoraggiato le aziende fotovoltaiche a internazionalizzarsi, principalmente per aggirare le barriere commerciali. L’eliminazione dei rimborsi delle imposte all’esportazione incentiverà ulteriormente le aziende ad andare oltre il tradizionale modello “Made in China, distribuito in tutto il mondo” e ad adottare un approccio globalizzato “Made in global, distribuito localmente”. In questo contesto, la capacità di internazionalizzazione diventerà un vantaggio competitivo chiave e mercati emergenti come Africa, Medio Oriente e Sud America diventeranno nuovi motori di crescita per le aziende fotovoltaiche.
Miglioramento delle relazioni tra Cina e Canada e nuovi sviluppi nel commercio estero cinese: tendenze di sviluppo nei settori dei veicoli elettrici e del fotovoltaico
Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha visitato la Cina questa settimana, contribuendo a un miglioramento delle relazioni sino-canadesi. Le due parti hanno raggiunto accordi di cooperazione in diversi settori, tra cui commercio, energia, finanza e scambi culturali. Nel frattempo, sono stati compiuti progressi nella controversia antisovvenzioni tra UE e Cina relativa ai veicoli elettrici e le esportazioni cinesi di veicoli elettrici mostrano un forte slancio. Inoltre, la Cina modificherà la sua politica di rimborso delle imposte sulle esportazioni per alcuni prodotti, il che avrà un impatto sul settore fotovoltaico.