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Nel 2026 entreranno in vigore numerose nuove norme sul commercio estero, che influenzeranno lo sviluppo di vari settori dell’economia.

Nel 2026 entreranno in vigore o saranno implementate diverse nuove normative sul commercio estero, che riguarderanno molteplici settori, tra cui l'acciaio, le batterie e i prodotti farmaceutici. Queste nuove normative si applicheranno alla Cina e a paesi in Asia, Europa, America, Oceania e Africa, e avranno un impatto significativo sul commercio di importazione ed esportazione dei settori correlati.

Nel 2026 entreranno in vigore o saranno implementate diverse nuove normative sul commercio estero, che interesseranno vari settori come l’acciaio, le batterie e i prodotti farmaceutici, con un profondo impatto sulla situazione del commercio globale.

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Analizziamo innanzitutto le nuove normative rilevanti in Cina. Dal 1° gennaio 2026, sarà implementata la gestione delle licenze di esportazione per alcune tipologie di prodotti siderurgici, il che contribuirà a regolamentare le richieste di esportazione per questi prodotti e a garantire lo sviluppo stabile dell’industria siderurgica nazionale. Allo stesso tempo, alcune batterie al litio-cloruro di tionile o pacchi batteria contenenti al massimo 1 kg di cloruro di tionile chimico controllato di Categoria 3 non richiederanno più un “Certificato di autorizzazione per l’importazione e l’esportazione di sostanze chimiche controllate” o una “Licenza per l’importazione e l’esportazione di beni e tecnologie a duplice uso”, il che semplificherà in qualche modo il processo di importazione ed esportazione di batterie e faciliterà il commercio in questo settore. Il 1° gennaio entreranno in vigore anche i “Regolamenti sull’ispezione e la gestione dei certificati di esportazione per i medicinali esportati dalle aziende farmaceutiche”, rafforzando i controlli sull’esportazione di prodotti farmaceutici. Per quanto riguarda le importazioni, il 22 dicembre 2025 il Ministero del Commercio ha imposto misure temporanee antisovvenzioni sui prodotti lattiero-caseari importati dall’Unione Europea. A partire dal 23 dicembre, gli importatori sono tenuti a pagare i corrispondenti dazi doganali temporanei antisovvenzioni. Inoltre, sono stati imposti dazi antidumping compresi tra il 4,9% e il 19,8% sulle importazioni di carne di maiale e prodotti a base di carne di maiale dall’Unione Europea per cinque anni a partire dal 17 dicembre 2025. Queste misure mirano a tutelare gli interessi delle industrie nazionali interessate. In altri settori, il sistema aggiornato di scambio elettronico di informazioni sull’origine tra Cina e Singapore è entrato in funzione l’11 dicembre 2025. Le compagnie di navigazione che trasportano merci soggette a controllo doganale all’interno della Cina hanno potuto effettuare transazioni online a partire dal 10 dicembre 2025. Un programma pilota per la gestione delle importazioni classificate di determinati prodotti alimentari e medicinali è stato implementato il 3 dicembre 2025 ed è iniziato l’uso di documenti elettronici per beni pubblici e privati. Il Catalogo delle Industrie che Promuovono gli Investimenti Esteri (edizione 2025) entrerà in vigore il 1° febbraio 2026. La Legge sul Commercio Estero rivista entrerà in vigore il 1° marzo 2026 e il Regolamento sulla Gestione dei Certificati di Vendita per le Esportazioni di Prodotti Medicali entrerà in vigore il 1° maggio 2026. L’11 dicembre 2025, l’Amministrazione Generale delle Dogane ha inoltre emanato 117 regolamenti settoriali, tra cui le Norme Generali per l’Ispezione Microbiologica degli Alimenti Esportati. Diamo un’occhiata alle nuove normative rilevanti in altri Paesi e regioni. In Asia, l’India ha approvato l’esportazione di carbone da centrali termoelettriche con scorte in eccesso e ha allentato le restrizioni sulle importazioni di acciaio; il Giappone prevede di ampliare gli obblighi di dichiarazione per gli acquirenti stranieri di immobili giapponesi; il Vietnam si è impegnato a ridurre le procedure amministrative del 30% per attrarre investimenti esteri, ha introdotto gradualmente nuove norme sull’etichettatura dell’efficienza energetica e ha avviato speciali operazioni anti-contrabbando; la Thailandia ha adeguato i requisiti per i visti BOI, aumentato le tariffe di servizio per i passeggeri internazionali a bordo e prorogato la validità dei permessi di lavoro per i lavoratori stranieri; La Corea del Sud ha semplificato i requisiti di dichiarazione di importazione e ha avviato un’indagine antidumping contro l’acciaio zincato laminato a freddo dalla Cina; l’Indonesia ha richiesto agli esportatori di trattenere tutti i guadagni in valuta estera nel mercato interno; la Cambogia ha lanciato un sistema di consultazione online per “importatori certificati e apparecchiature di tipo certificato”; la Giordania ha emanato nuove normative sull’importazione di apparecchiature per le telecomunicazioni; il Qatar ha implementato le normative GSO per le apparecchiature per il risparmio idrico e ha iniziato ad accettare domande di registrazione di design industriale e modello di utilità; e la Malesia ha pubblicato “Linee guida per la certificazione e l’etichettatura delle batterie di accumulo”. In Europa, l’UE ha ampliato l’ambito di applicazione della sua tassa sul carbonio alle frontiere, ha rafforzato il monitoraggio della conformità chimica, ha emanato una serie di linee guida e norme di controllo e ha avviato indagini antidumping contro vari prodotti spediti dalla Cina. La Russia ha rafforzato la supervisione della certificazione all’interno dell’Unione economica eurasiatica; la Turchia ha aperto un canale di “registrazione temporanea” per il KKDIK; il Regno Unito ha avviato indagini antidumping e dazi compensativi contro le piattaforme di lavoro aereo importate dalla Cina e la Moldavia ha adottato la marcatura CE. Nelle Americhe, il Messico ha implementato nuove normative sui pesticidi e ha avviato un’indagine antidumping contro le lastre acriliche importate dalla Cina; Il Brasile ha esteso la sua indagine antidumping sulla fibra di vetro importata da Cina ed Egitto e ha avviato un’indagine antidumping sull’acrilato di butile importato dalla Cina. In Oceania, l’Australia ha avviato indagini antidumping e dazi compensativi su porte e finestre in alluminio importate dalla Cina. In Africa, l’Algeria lancerà una piattaforma digitale per semplificare le procedure di importazione, mentre il Sudafrica ha avviato un’indagine antidumping sulle lamiere di acciaio rivestite importate dalla Cina. L’implementazione di queste nuove normative sul commercio estero in molti paesi apre senza dubbio nuove opportunità e crea nuove sfide per le aziende partecipanti. Le aziende devono monitorare attentamente l’evoluzione di queste nuove normative e adattare di conseguenza le proprie strategie aziendali per adattarsi al contesto commerciale internazionale in continua evoluzione.

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